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Giusto per citarlo, il client RDP che uso al momento è Remmina

Non si sa mai che a qualcuno interessi, lo utilizzo da diverso tempo con discreta soddisfazione, ha un’ottimo widget per la barra di gnome, e tutte le funzioni essenziali: multiprotocollo, categorizzazione e tutte le altre cazzate. Ed è nei repository Ubuntu. Al momento nella più recente versione non sò se lo trovate sotto il nome Remmina oppure un qualcosa di molto più professionale o molto meno univico tipo “Remote Desktop Client”…cmq basta un giro premendo il tasto “About” e sapete subito se è il programma giusto una volta installato.

In ogni caso eccovi il link al sito originale:

Postfix (+chincaglierie) su Ubuntu 8.04

Per “chincaglierie” intendo le indispensabili vaccate per un server di posta, quindi antispam, antivirus, anticulo etc..
Ma non la scrivo io la guida, a quanto pare per una volta ho trovato una guida completa che dà un’ottima base sulla quale cominciare, al meglio funziona anche su un macchine virtuali, ci sono un paio di errori ma nulla di eccezionalmente grave, ve li segnalerò.
Ah, non scordatevi che una connessionie ad internet è necessaria quantomeno per l’installazione.

La macchina virtuale
Ho usato come base una Ubuntu server 8.04 (jeos), ma non l’ho creata io, in realtà ci sono dei gentili omini nella rete che periodicamente pubblicano vari OS in vari formati, io mi sono limitato a farne una “master image” per mio uso e consumo clonandomela in esigenza. Non ho aggiunto molto, solo aggiornato una volta scaricata. La scelta della 8.04 è ovvia, se davvero mai voleste mettere su un server in produzione è l’unica scelta sensata tra le release, poichè è LTS (Long Term Support), ed effettivamente è considerata parecchio stabile come release. Le macchine virtuali personalmente uso le trovate qui (ce ne sono molte altre, dateci un occhio potreste trovare roba interessante), ma non è l’unico.
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Due note “legali” sul post del tunnel HTTPS…

Ripensandoci forse l’avevo preso un pò alla leggera, non avendo fatto notare alcune cose, quindi provvedo ora ad aggiungere due righe “tecniche” al post dell’SSH over HTTPS.

Se il proxy/FW aziendale vi blocca SSH c’è un motivo, non metto il “magari” perchè ho la certezza di questa cosa.

Quello indicato è il metodo più semplice ma anche più facilmente sgamabile, se la vostra richiesta è “aziendalmente legittima” non vedo perchè non possiate richiedere l’autorizzazzione a passare per il SOCKS.

Ci sono altri metodi più “sicuri” di farvi passare oltre l’SSH chiuso, i quali prevedeno l’uso di webserver che facciano il relay e la trasformazione della connessione HTTPS in una SSH, ma prevedono l’uso appunto di un relay ESTERNO all’azienda. Il metodo suggerito dal mio post si appoggia al proxy che avete nella LAN, più sicuro dal punto vi vista della sicurezza aziendale.

Vorrei concludere con: in ogni caso state bucando la rete LAN nella quale vi trovate, i vostri sysadmin potrebbero non prenderla bene, in alcuni casi violerete alcuni regolamenti interni, in altri stati potreste persino commettere reato <<== NON SCORDATELO

SSH over HTTPS – fantastico!

Allora…è un pò contorto ammetto, e lo scopo di una cosa del genere potrebbe essere usato per scopi maligni, per quel che mi riguarda lo scopo è controllore il mio server di casa.
Se la vostra azienda non vi passa l’SSH, non vi passa il SOCKS senza autenticazione, manco a parlarne un tunnel HTTP, a sto punto l’unica soluzione (suggeritami dalla stesse persone del nostro securiteam :P) è il tunnel over HTTPS dell’SSH.
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E ci riuscii…almeno in parte :P

No, non a smettere di bere, quello non è proprio previsto 🙂
Ma a mettere in piedi un SSH raggiungibile dall’esterno per il mio “portable server”, il problema è che dal MIO ufficio non funziona, da quello di altri si. Cmq ho ricevuto qualche indicaizone per falro funzionare, appena possibile vedrò 🙂
E’ cmq relativamente semplice seguendo le istruzioni principalmente QUI.

TeamSpeak Server @ Ubuntu 8.04.1 Server

Pensavo fosse più difficile ed invece… è stato semplice e indolore (o quasi) 😛
Non avrei mai detto, comunque questa ottima guida spiega come installarlo, configurarlo poi è relativamente ancora più immediato se possibile:
http://www.howtoforge.com/how-to-install-a-teamspeak-server-on-ubuntu

Ovviamente la piattaforma è una Ubuntu Server (8.04.1), senza gui (ho usato un’altro PC per accedere alla configurazione di TS che è totalmente -o quasi- web-based).

Lasciate il nerd ai nerd…

Leggevo su Repubblica.it questo .

Pongo la vostra attenzione sul paragrafo finale, in particolare sull’ultima frase che contiene uno dei “nostri” più classici:

E anche quando ci si avvicina a vertici aziendali di ditte come Google, Oracle e Yahoo, si scopre (come accade per i grandi uomini) si scopre che dietro ogni grande compagnia c’è una grande dirigente. Un esempio? Marissa Meyer di Google che, da vicepresidente di Search Product and User Experience, è alla testa del dipartimento “idee” del colosso di Mountain View ed è responsabile della pagina web del motore di ricerca californiano. E’ a lei che si deve la semplicità dello stile del portale di Google e l’assenza di fronzoli e orpelli inutili che potrebbero confondere l’utente. Per questa sua creazione la Mayer si è anche guadagnata un bel soprannome: Hig Priestess of Simplicity, ovvero la Grande Sacerdotessa della Semplicità.

I nerd non sono fatti per essere capiti, sono persone che lavorano in un ambiente particolare ed una battuta che ha senso per noi, ovviamente non ne ha nessuno per altri. Questo accade per il nostro ambiente di lavoro, ma anche per molti altri. La differenza stà solo nel termine “nerd” o “geek” e non appellarsi come “avvocato” o “notaio”.