Cosa manca a Ubuntu…

Dopo qualche mese di lavoro su Ubuntu, e per intenderci dico LAVORO in ufficio credo di poter tirare due somme su ciò che ancora non trovo “ergonomico”. Non fraintendetemi, non dico che M$ Winzozz sia migliore in tal senso (e in alcune cose può anche esserlo, in altre certamernte no), ma ci sono comunque molte attività e necessità che richiedono una certa “esperienza” e/o conoscenza di aspetti tecnici non da sottovalutare, forse troppo per l’utente comune (si questa figura enigmatica molte volte tirata in ballo, ce ne sarebbe da discutere anche su questo, ma per ora mi limito a sfruttarlo). Sappiamo tutti quali sono i punti di forza di linux, e il suo tallone d’achille (supporto HW, migliorato ma ancora lungi dall’essere veramente maturo considerata la qualità di alcuni driver, ma di per sè non è tutta colpa del mondo open-source), e mi accingo a fare queste valutazioni basandomi su Gnome/Ubuntu/Laptop, una tripla molto specifica, pertanto qualcuno potrebbe puntualizzare che alcune critiche andrebbero fatte verso Gnome, altre verso i gestori dell’altro applicativo etc. ma io mi rivolgo quindi ad Ubuntu (aka Canonical) e a chi legge che se capita su questa pagina magari decida che ho scritto qualcosa di sensato che sono coloro che hanno fatto così un buon lavoro da rendermi il PC utilizzabile anche al lavoro senza usare Windows. Anche chi pubblica distro alla fine ha il suo peso e può spingere eventualmente le comunità i cui software include a dare qualche feature diversa o in più (mamma mia che brutta frase!).

Cosa veramente mi dà noia…

Cominciamo da MACIGNI che ho nelle scarpe, ovvero il Wi-Fi,la scheda la vede ma non riesco a mettermi nella mia rete di casa fatico a connettermi alla rete di casa, sono costretto a settare un IP fisso invece del DHCP…non capisco il perchè e ormai ci ho rinunciato (per intenderci NON usa nè WEP nè WPA, ma un semplice MAC filtering nell’AP), sarò uno degli ultimi ma questo mi dà decisamente fastidio, lo sò è forse più uno sfizio personale e ci posso vivere assieme

Maggiore razionalizzazione del FS, questo è un altro punto veramente pesante, programmi diversi si installano in modo diverso, non si capisce perchè alcune informazioni sono da un parte, altre da un’altra, o meglio si capisce ma a volte dipende dal programmatore dell’applicativo; serve una struttura del FS chiara, pulita, e modificabile dall’utente se necessario (pensiamo sia ai tecnici che agli utenti “normali”, no?), facciamo che la home sia VERAMENTE la home, ciò che gira col mio nome ha le sue configurazioni nella mia home in una sua parte riservata, è già così, ma perchè davo accederci dalla home e non dal desktop? è ostico e disorientante far tornare avanti e indietro nei livelli le persone per gestire il proprio PC, se la scrivania è da dove inizio a lavorare allora voglio che sia quello il punto di partenza per tutto (se lurkate su Pollycoke c’è qualche accenno di sta cosa, e felipe non ha tutti i torti), anche per andare a modificare le MIE impostazioni, quindi dal DESKTOP parte una cartella “impostazioni” e dentro le varie “.caz” “.Trash” “.gnome” e cagate varie. Perchè dal terminale parto dalla home e non dal desktop? il discorso è più ampio, e coinvolge anche il gestore dei pacchetti e il modo di pensare l’interfaccia, però è qualcosa che andrebbe fatto.

In ultimo APT, non lo critico tecnicacamente, ora come ora mi piace, è bello, synaptic fà un ottimo lavoro di interfaccia grafica ma…senza un metodo di controllo di ciò che hai installato sulla macchina non serve a nulla, alla fine sei poi sei costretto ad installare software, oppure imparare a compilarti i programmi e farti il deb delle applicazioni si supera decisamente la capacità dell’utente medio (non sono poche queste situazioni allo stato attuale, seppure ci sia MOLTO nei repository, non ci può essere tutto), in pratica APT da solo non è sufficiente ci vuole di più (qualcuno ha parlato di Clic’n’Run? – NON dico che sia una scelta valida, ma è un passo in tal senso, ma non deve essere l’unico), e probabilmente ci vuole un accordo tra le distro per decidere come comportarsi con pacchetti/installer e varie (altra cosa che si stà muovendo) ed è qualcosa che se si muovesse con il punto precedente probabilmente si avrebbe un certo giovamento su entrambi i fronti.

Altre cosine da limare?

Eheheheh…parecchie! Partiamo da SAMBA, o meglio, dallo sharare le proprie cartelle…samba è potente, forse ormai è troppo potente per un uso desktop delle share, c’è pochissimo per configurarlo correttamente, e spesso ci si riduce ad usare il file .conf a manina per saltarci fuori. Anche su windows il sistema di sharing delle cartelle è sottovalutato, ma sotto certi punti di vista è più intuitivo, và migliorato, reso più “umano” o comunque più accessibile, ora come ora SAMBA è troppo, non chiedo molto, tipo mettere un paio di share senza per forza dover creare utenti fittizzi per fare accedere qualcuno, e poterne mettere una in libera scrittura (magari fissando una quota in modo che non mi inchiodino il PC fullandomi il FS)! si può fare è vero, ma DECISAMENTE non è semplice da fare, e queste invece sono operazioni che dovrebbero essere comuni e di facile attivazione.

Framework RAD anche per applicazioni GUI! Di questo ne sento molto la mancanza, di fatto una cosa che molto non si cita è che Visual Basic (versioni 4, 5 e 6) per Windows ha avuto un successo ENORME, e tutt’oggi molte aziende lavorano ancora su quella piattaforma ormai non più supportata dalla stessa M$. Se è vero che il RAD non è la metodologia migliore di sviluppo è spesso il miglior modo per la programmazione da principianti per progetti senza impegno in modo da non doverne fare un lavoro, già con Glade che ci si avvicina, ma non basta, anche gli IDE devono avvicinarsi, Anjuta è una buona idea, ma si perde il concetto del RAD se poi si deve usare C/C++! è un linguaggio troppo tecnico e complesso per essere utilizzato con successo con una simile metodologia. Java soffre degli stessi problemi, forse è un buon inizio, ma bisogna lavorarci MOLTO.

I programmi in avvio, tra cui gsynaptics, possibile che stà nei repository e poi però manualmente lo devo far avviare dalle sessions? ci sono molti programmi che devo mettere manualmente in avvio automatico anche se su alcuni ha senso, su altri decisamente no, gsynaptics è uno di questi, di chi sia compito razionalizzare questa cosa non ne ho idea, ma si decida, o tutto o niente (e soprattutto cosa aspettiamo ad integrare in automatico un programma decente per la configurazione del touchpad?!?!?!?!?).

Gestione powersavings, su gnome fà schifo, da milgiorare! Non c’è molto altro da dire, vedete le entry sul cpu scaling per maggiori info.

Il cestino deve essere fatto per l’utente (è fatto SOLO per l’utente, non serve ad altro!) e non qualcosa buttato li a caso! attualmente è gestito un pò a cazzo, mi sembra il caso di dedicarci quei due MINUTI in più per renderlo “user-friendly”.

VOGLIO dei giochi decenti pacchettizati nei repository, se davvero Ubuntu punta a sbarcare sui Desktop deve avere dei giochi di prima categoria da sfoggiare, un PC non serve a nulla se non ci si può giocare, giochi e porno sono da sempre ciò che muove il mercato home/consumer, è una cosa RISAPUTA dal marketing da anni, bisogna sforzarsi in quel senso, e chi gestisce i repository deve rendersene conto. Non dico di aprire un repository XXX, però uno anche unsupported per i giochi quali ET, World of Padman e molti altri sarebbe gradito. Tranquilli ragazzi, il porno arriverà autonomamente se vede un buon mercato 😀 hanno un marketing molto intelligente! La cosa sembra stupida, però l’argomento è molto più serio di quel che si pensi, di fatto ormai l’uso del PC si impara nelle case, pertanto se non ci sono giochi nelle case non entra (sono i figli a comandare!).

I Workspace multipli! sono ottimi, ma anche loro hanno bisogno di un ritocco in ergonomia, usando beryl/compiz ed affini si potenzia decisamente la loro comodità, ma così “nature” (o se vogliamo essere tecnici “vanilla”) bisogna molto abituarcisi e rimangono cmq limitati, quindi bene nel puntare ai desktop 3d e tutti questi sbrillucic-effects, ma con l’ottica di trovare più immediato l’uso del desktop che abbiamo. Senza i programmi sopra citati è di fatto difficile tenere una visione complessiva tra i workspace, e switchare spesso crea confusione. –nota: in questo punto l’idea di felipe mi ha molto colpito, se alcuni mesi fà non ci facevo caso oggi mi trovo spesso d’accordo con lui nel cercare in compiz non il solo il “wobbling” ma ben altro–

THE END

Per ora la pianto qui, lasciamo maturare un pò di mesi il panorama e speriamo di poter rifare questo post con punti tutti nuovi, o quasi 😀 (IMHO :P).

 

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  1. Ottimo post, ho condiviso molto cio’ che hai scritto! Io sono uno di quelli che usa il computer da sempre, e ora mi manca ancora qualcosa per fare il fatidico passo e abbandonare windows.. ma anni fa bruciai tanto tempo con l’amiga, e ora ho paura di bruciarlo con linux.

  2. Beh, dal mio punto di vista con Windows in sè mi sentivo al palo, come SO non mi dava più nulla di quello a cui ero già abituato e su cui sapevo egregiamente muovermi. Si ci sono sempre dei trucchetti interessanti da scoprire, ma oltre un certo limite non si và, quindi ho cambiato. Al di là del condividere l’idea del Free Software, GNU/GPL e tutto ciò che ci gira intorno, è tecnicamente un’alternativa e qualcosache come tecnico informatica mi stimolava oltre che a darmi qualcosa in più come background tecnico. Cosa ci guadagnavo a non usarlo? l’abbandono di Windows (del quale ho la licenza di XP Pro pagata) è più dovuto al fatto che altrimenti sarei sempre girato attorno ai problemi con la scusa che non avevo tempo. Nulla mi impedisce di tornare indietro un giorno, se volessi, ma per il momento imparo molto più su linux che su Windows, pertanto ci rimango.

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